La storia

Luigi Tezza nasce a Conegliano (Treviso) il 1° novembre 1841 da Augusto e Caterina Nedwiedt. Il padre è medico condotto a Dolo (Venezia) elogiato per la sua competenza e dedizione alla cura dei malati. La madre, oriunda della Moravia (Cecoslovacchia) è donna di grande sensibilità. Luigi, rimasto orfano di padre a 8 anni, cresce sotto le cure materne e risente della religiosità della madre.
Trasferitosi con la madre a Padova, viene in contatto con i Camilliani, che sono assistenti spirituali nell’ospedale di Padova. A 15 anni entra come aspirante Camilliano a Verona.
Con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, viene estesa la legge di soppressione degli Istituti religiosi. Padre Luigi trova ospitalità presso amici. Ma alla mamma scrive: “Non manca la tranquillità di spirito e rassegnazione alla volontà di Dio”.
Nella forzata dispersione dei religiosi, egli accetta con entusiasmo l’invito del sacerdote veronese Daniele Comboni di andare in missione nel Sud Africa. Subito dopo viene chiamato a Roma come vice maestro dei novizi.
Nel 1871 P. Luigi è invitato in Francia a sostegno della Fondazione Camilliana a Lille.
Nel 1891, durante un ritiro spirituale da lui predicato a Roma, incontra Giuditta Vannini (in seguito Suor Giuseppina), che era alla ricerca di una vocazione religiosa. Padre Tezza intuisce le capacità di dedizione della giovane e le espone il suo progetto per la realizzazione di una congregazione femminile ispirata al carisma di San Camillo de Lellis.
...”lasciatemi riflettere, vi darò una risposta”, e già due giorni dopo la Vannini, a 32 anni, si dichiara disponibile, confidando nell’ aiuto di Dio.
Padre Luigi aiuterà il formarsi della nuova congregazione e la Vannini ne diventerà la superiora.
La nascente comunità vive in una casa di Via Merulana 141, a Roma. Le giovani affrontano con gioia le difficoltà economiche che P. Tezza, con frequenza, ripiana con l’aiuto della propria comunità.
Scrive “la bontà infinita di Nostro Signore non le ha fatto mancare mai l’indispensabile di ogni giorno”.
La notizia della straordinaria dedizione di questo piccolo gruppo di Suore verso i poveri e i malati si diffonde in città. Il numero delle aspiranti cresce, e nel 1893 viene aperta una seconda casa a Cremona, su richiesta del superiore dei Camilliani.
Madre Vannini si preoccupa che le Figlie abbiano una preparazione sempre più incisiva e le manda alla scuola “San Giuseppe” per Religiose infermiere, fondata a Roma su richiesta del Papa Pio X nel 1906.
La Comunità verrà riconosciuta nel 1909 come Congregazione religiosa, con il nome di Figlie di San Camillo. Alla morte della Fondatrice (23 febbraio 1911), l’Istituto conta già 16 case in Europa e in America. Il 16 ottobre 1994 sua Santità Giovanni Paolo proclama Madre Giuseppina Vannini, Beata.Luigi Tezza nasce a Conegliano (Treviso) il 1° novembre 1841 da Augusto e Caterina Nedwiedt. Il padre è medico condotto a Dolo (Venezia) elogiato per la sua competenza e dedizione alla cura dei malati. La madre, oriunda della Moravia (Cecoslovacchia) è donna di grande sensibilità. Luigi, rimasto orfano di padre a 8 anni, cresce sotto le cure materne e risente della religiosità della madre.
Trasferitosi con la madre a Padova, viene in contatto con i Camilliani, che sono assistenti spirituali nell’ospedale di Padova. A 15 anni entra come aspirante Camilliano a Verona.
Con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, viene estesa la legge di soppressione degli Istituti religiosi. Padre Luigi trova ospitalità presso amici. Ma alla mamma scrive: “Non manca la tranquillità di spirito e rassegnazione alla volontà di Dio”.
Nella forzata dispersione dei religiosi, egli accetta con entusiasmo l’invito del sacerdote veronese Daniele Comboni di andare in missione nel Sud Africa. Subito dopo viene chiamato a Roma come vice maestro dei novizi.
Nel 1871 P. Luigi è invitato in Francia a sostegno della Fondazione Camilliana a Lille.
Nel 1891, durante un ritiro spirituale da lui predicato a Roma, incontra Giuditta Vannini (in seguito Suor Giuseppina), che era alla ricerca di una vocazione religiosa. Padre Tezza intuisce le capacità di dedizione della giovane e le espone il suo progetto per la realizzazione di una congregazione femminile ispirata al carisma di San Camillo de Lellis.
...”lasciatemi riflettere, vi darò una risposta”, e già due giorni dopo la Vannini, a 32 anni, si dichiara disponibile, confidando nell’ aiuto di Dio.
Padre Luigi aiuterà il formarsi della nuova congregazione e la Vannini ne diventerà la superiora.
La nascente comunità vive in una casa di Via Merulana 141, a Roma. Le giovani affrontano con gioia le difficoltà economiche che P. Tezza, con frequenza, ripiana con l’aiuto della propria comunità.
Scrive “la bontà infinita di Nostro Signore non le ha fatto mancare mai l’indispensabile di ogni giorno”.
La notizia della straordinaria dedizione di questo piccolo gruppo di Suore verso i poveri e i malati si diffonde in città. Il numero delle aspiranti cresce, e nel 1893 viene aperta una seconda casa a Cremona, su richiesta del superiore dei Camilliani.
Madre Vannini si preoccupa che le Figlie abbiano una preparazione sempre più incisiva e le manda alla scuola “San Giuseppe” per Religiose infermiere, fondata a Roma su richiesta del Papa Pio X nel 1906.
La Comunità verrà riconosciuta nel 1909 come Congregazione religiosa, con il nome di Figlie di San Camillo. Alla morte della Fondatrice (23 febbraio 1911), l’Istituto conta già 16 case in Europa e in America. Il 16 ottobre 1994 sua Santità Giovanni Paolo proclama Madre Giuseppina Vannini, Beata.